martedì 25 settembre 2012

Bob Marley

Disse Bob Marley: "La musica reggae è troppo semplice per loro [i musicisti americani]. Ci devi essere dentro, sapere cosa accade, e perché vuoi suonare questa musica. Non è che ti precipiti a suonarla perché ne vuoi spremere un milione". Ironicamente, questa raccolta del compianto idolo del reggae ha venduto milioni di copie. Perché cattura in un singolo disco ciò che ha fatto di lui un'icona internazionale: le composizioni ricche di sfumature, il messaggio (ed esperienza) politici, e naturalmente l'anima universale apportata al ritmo giamaicano e alla spiritualità Rastafari nella ballata-duello "I Shot the Sheriff", nel confortevole dondolio di "No Woman, No Cry" e nella sacra promessa di "Redernption Song".

 Bob Marley said, "Reggae music is too simple for [American musicians]. You must be inside of it, know what's happening, and why you want to play this music. You don't just run and go play this music because you think you can make a million off it." Ironically, this set of the late reggae idol's greatest hits has sold in the millions worldwide. In a single disc, it captures everything that made him an international icon: his nuanced songcraft, his political message (and savvy), and – of course – the universal soul he brought to Jamaican rhythm and Rastafarian spirituality in the gunfighter ballad "I Shot the Sheriff," the comforting swing of "No Woman, No Cry" and the holy promise of "Redemption Song."

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THE UNFORGETTABLE FIRE


THE UNFORGETTABLE FIRE, la parabola che lo precede, il culmine che lo accompagnerà sino a THE ]OSHUA TREE, sono probabilmente il più grande contributo dato dagli U2 alla storia del rock. Dal 1984 al 1987 gli U2 conoscono una fioritura creativa e tecnica straordinaria, variegata, ma ancora sporca quel tanto da farci credere negli "Schermi di fumo" della polvere di stelle. Dopo un deciso e rischioso cambio di direzione, gli U2 tornano, a un anno a mezzo da WAR, rifatti al novanta per cento. Fautori del cambiamento potenzialmente già in loro, Brian Eno e Daniel Lanois. Eno si accolla il compito di produrre un gruppo rock a quattro anni da REMAIN IN lIGHT, il capolavoro dei Talking Heads che lui aveva dichiarato ultima frontiera del proprio coinvolgimento con la musica rock: porta con sé al castello di Slane, fuori Dublino, il giovane produttore canadese, musicista di talento, Daniel Lanois; da un lavoro lungo più di metà del 1984 rinasce un gruppo motivato, si ascolta il work-in-progress mai espresso del tutto incanalato in una produzione destinata a segnare tutto il decennio in corso. Brian Eno insegna a The Edge che la chitarra elettrica, unico vero strumento armonico del quartetto, può diventare importante più per i silenzi che per i parlati: le tastiere, to, Daniel Lanois; da un lavoro lungo più di metà del 1984 rinasce un gruppo motivato, si ascolta il work-in-progress mai espresso del tutto incanalato in una produzione destinata a segnare tutto il decennio in corso. Brian Eno insegna a The Edge che la chitarra elettrica, unico vero strumento armonico del quartetto, può diventare importante più per i silenzi che per i parlati: le tastiere, le campionature - come lo splendido violino che chiude The Unforgettable Fire - sono non tanto qualcosa in più, bensì qualcosa d'altro, proprio come il nuovo suono del gruppo. Larry Mullen Jr., solido e dotato batterista, grazie al grande talento ritmico di Daniel Lanois (la sua influenza negli anni seguenti toccherà Gabriel, Robertson, Dylan e ancora gli U2) trova stimoli differenti per incidere nel suono del gruppo. Per sei mesi gli U2 vivono sperimentando, facendo fruttare la ricchezza materiale che permette loro di non esporre la propria arte prima del tempo. L'album è un campionario di intuizioni talvolta grandi, di contaminazioni tra la tradizione elettrica del rock e glaciali, freddi paesaggi sonori tinteggiati dalla scrittura decisamente europea e decadente di Bono: "Ho letto molto Paul Celan, un poeta che parlava della poesia come di una specie di ritorno a casa" dichiara Bono. E i testi dell'album non gli danno torto: accanto alla sua straordinaria vocalità, quasi irriconoscibile dai tempi di WAR, cantato in maniera quasi strozzata, c'è un The Edge in forma scintillante, una trivella di suoni che passano dagli arazzi delicati di A Sort of Homecoming e Wire sino alle forti sottolineature di Pride - singolo di grande successo - e Indian Summer Sky, per passare al capolavoro di una carriera, Bad, una ballata nata in una session improvvisata composta da un semplice fluire di voce e chitarra su una base quasi reggae del basso e di una batteria in crescendo quasi jazz. THE UNFORGETTABLE FIRE è un pozzo d'oro, un profondissimo scavo nella terra della musica ancora così sconosciuta per i quattro ragazzi della Mount Temple School.

Da U2 Di Davide Sapienza - Arcana Editrice